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Askeptosaurus italicus
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mwbamwbqAskeptosaurus italicus è un mwbgrettile acquatico estinto, appartenente ai talattosauri. Visse nel mwbwTriassico medio (Anisico/Ladinico, circa 240 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati rinvenuti nei famosi giacimenti di mwcaMonte San Giorgio (mwcqSvizzera) e di mwcgBesano (mwcwItalia).

Contents


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Descrizione

L'aspetto di questo animale doveva essere vagamente simile a quello di un mwdwcoccodrillo, e la lunghezza doveva raggiungere i 3 metri circa. Il corpo slanciato era ben adattato alla vita acquatica, ma le zampe non erano trasformate in pinne come in altri rettili marini dell'epoca. Il mweacranio era di costituzione leggera, piatto e munito di un muso dritto, allungato e dalla punta smussata. La mweqmandibola era piuttosto massiccia rispetto alla mascella, e la dentatura era costituita da mwegdenti conici appuntiti e leggermente ricurvi. L'orbita era dotata di una struttura formata da 12 ossa, nota come mwewanello sclerotico, che serviva a rinforzare l'occhio e a proteggerlo durante le immersioni. Il collo e il corpo erano piuttosto allungati, e la coda era eccezionalmente lunga: da sola corrispondeva all'incirca alla metà dell'intero animale. Le mwfavertebre caudali indicano che la coda era compressa lateralmente. Gli arti erano brevi e le ossa dell'avambraccio e della gamba erano più corte rispetto a omero e femore. Le unghie, tuttavia, erano robuste e il tarso e il carpo erano ben ossificati.

Classificazione

Di questo animale sono stati ritrovati tre esemplari fossili completi e altri resti incompleti, tutti provenienti da Besano presso mwhaVarese e mwhqMonte San Giorgio nel mwhgCanton Ticino. mwhwAskeptosaurus era un rettile affine al grande gruppo dei mwialepidosauri (tuttora viventi). L'ordine a cui appartiene l'ascheptosauro, chiamato mwiqThalattosauria, comprende esclusivamente forme semiacquatiche ed è rappresentato negli stessi giacimenti in cui sono stati rinvenuti i suoi resti anche da altre due forme meno note, mwigmwiwHescheleria rubeli e mwjamwjqClarazia schinzi. mwjgAskeptosaurus è considerato una forma relativamente basale, in cui gli adattamenti dei talattosauri più evoluti non erano ancora apparsi; al contrario, le zampe ancora robuste, il cranio diritto e sottile e altri caratteri indicano che mwjwAskeptosaurus e le forme simili (come i cinesi mwkamwkqAnshunsaurus e mwkgmwkwMiodentosaurus) appartenevano a un gruppo a sé stante (Askeptosauroidea), sempre all'interno dei talattosauri ma differente dalle forme quali mwlqmwlgThalattosaurus, mwlwmwmaXinpusaurus e mwmqmwmgNectosaurus. Un altro askeptosauroide era mwmwmwnaEndennasaurus, del Triassico superiore italiano.

La scoperta di Nopcsa

mwpaAskeptosaurus è stato descritto per la prima volta nel mwpq1925 da mwpgFranz Nopcsa, e la sua scoperta ha una storia particolare. Nopcsa, infatti, ebbe in dono dal mwpwMuseo di Storia Naturale di Milano un frammento di lastra proveniente da Besano, sulla quale erano conservate alcune ossa; il materiale sarebbe servito allo studioso per approfondire le ricerche sull'mwqaistologia dei rettili estinti. Le ossa includevano un mwqqilio, alcune costole, frammenti di vertebre e una falange, e secondo i paleontologi del museo milanese queste appartenevano al genere di mwqgittiosauri mwqwmwraMixosaurus, molto comune nel giacimento. Il fossile era quindi considerato uno scarto, utile solo agli studi istologici. Nopcsa, però, in un primo momento riconobbe l'ilio di mwrqMixosaurus (che lui stesso riteneva non essere ancora stato ritrovato), e successivamente chiarì che le ossa appartenevano a un animale ancora sconosciuto alla scienza, che denominò mwrgAskeptosaurus italicus ("lucertola italiana non riconosciuta") e che ritenne giustamente affine ai talattosauri nordamericani. Scoperte successive confermarono le ipotesi di Nopcsa.

Paleoecologia e paleobiologia

Probabilmente l'ascheptosauro si nutriva di mwtgpesci che riusciva a catturare anche grazie ai movimenti serpeggianti del lungo mwtwcollo. La lunga coda era probabilmente il principale mezzo di propulsione; le zampe, invece, corte e probabilmente palmate, servivano forse a direzionare i movimenti dell'animale in acqua. Il cranio allungato e dotato di numerosi denti era ben adattato a un animale predatore. È improbabile che l'ascheptosauro si trovasse a suo agio sulla terraferma, data la brevità degli arti, ma la loro robustezza (così come quella dei cinti) fa supporre che potesse comunque spostarsi sul terreno.

È plausibile che questo animale si tuffasse nelle profondità del mare della mwvgTetide a caccia di prede: ciò si può dedurre dalla notevole dimensione degli occhi e dalla presenza di ossa aggiuntive nell'orbita che formavano il cosiddetto anello sclerotico, che rinforzava gli occhi e impediva all'alta pressione di schiacciarli. Tuttavia, la conformazione della parte posteriore del cranio e la presenza della mwvwstaffa (un piccolo osso responsabile della trasmissione dei suoni dal timpano all'orecchio medio) suggeriscono che mwwaAskeptosaurus non potesse immergersi troppo in profondità. In ogni caso, probabilmente mwwqAskeptosaurus era un predatore d'agguato, che catturava i pesci di cui si cibava grazie a rapidi movimenti laterali della testa, in un modo molto simile a quello dei coccodrilli attuali.

Bibliografia

• Nopcsa, F., 1925, Askeptosaurus, ein neues reptil der Trias von Besano: Centralblatt für Mineralogie, Geologie und Paläontologie, p. 265-267.
• Kuhn, E., 1952, Die Triasfauna der Tessinger Kalkalpen, XVII, Askeptosaurus italicus NOPCSA: Schweizerische Palaeontologische Abhandlungen, Basel 69, p. 5-73.
• Müller, J., 2005: The anatomy of Askeptosaurus italicus from the Middle Triassic of Monte San Giorgio and the interrelationships of thalattosaurs (Reptilia, Diapsida). Canadian Journal of Earth Sciencies: Vol. 42, #7, pp. 1347-1367
• Müller, J., Renesto, S. & Evans, S. E., 2005: The marine diapsid reptile Endennasaurus from the Upper Triassic of Italy. Palaeontology: Vol. 48, #1, pp. 15-30

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Collegamenti esterni

mwywAbstract di una pubblicazione scientifica su mwzaAskeptosaurus